Il presidente di Class Onlus vuole dire due parole sul recepimento italiano dell’AFID:

Cari,
penso possa essere utile per tutti che vi spieghi cosa sta succedendo a Roma in questi giorni.

Vado con ordine.

Come sapete il MISE (Ministero sviluppo economico), con il supporto da parte di ENI e dell’UNRAE (che non rappresenta tutte le case automobilistiche, ma di una buona parte di esse certamente sì) ha cercato in sede di recepimento nazionale della direttiva europea AFID (realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi) di forzare la mano a favore dei combustibili alternative tradizionali, tralasciando completamente l’elettrico. L’approvazione in quella forma di questo provvedimento avrebbe rappresentato un rischio mortale per il futuro della mobilità elettrica in Italia, con la più che concreta possibilità di una ritirata generale delle case automobilistiche dal settore (in ogni caso, se ne sarebbe riparlato non prima di 5 anni), in quanto i finanziamenti e le agevolazioni sarebbero stati destinati quasi esclusivamente al Metano e al GPL nonché, fato forse ancor più grave, sarebbe arrivato un chiaro segnale politico che quella era la via prescelta, a discapito dell’elettrico.

A tutti voi credo che sia chiaro che le case automobilistiche hanno ovviamente a cuore principalmente il trend di vendite delle loro auto, a prescindere dal combustibile, e quindi se la direttiva AFID fosse stata recepita in quella forma, per altro già depositata, se ne sarebbero fatta una ragione, continuando a vendere le auto tradizionali e affidando le loro esigenze “verdi”, casomai, al metano e al GPL.
In questo modo l’avventura dell’elettrico finiva qui, con nessuna possibilità di emergere, se non (forse) dal 2025.

Per Class ONLUS (il papà del progetto Greenlandmobility) c’è anche sicuramente un interesse “culturale” per la mobilità elettrica e per la preoccupazione dei livelli di inquinamento della qualità dell’aria delle nostre città, ma anche per le evidenti ricadute commerciali del settore, è che se l’auto elettrica, che già in Italia stenta a decollare e che rappresenta ad oggi ancora una nicchia ultraminoritaria, viene affossata politicamente e normativamente, non ce n’è più per nessuno, tantomeno per iniziative come quella che condividiamo.

La partita che si è giocata in questi giorni non riguardava quindi aspetti “filosofici”, ma costituiva una vera scommessa sulle scelte di politica generale d’indirizzo strategico per quanto concerne la mobilità sostenibile in Italia, e quindi, sulle strategie industriali del nostro paese nel settore. Caso vuole che la nostra piccola iniziativa dipenda grandemente dalla direzione che, tramite gli strumenti normativi e quindi le politiche di incentivazione/disincentivazione, possono prendere queste politiche generali d’indirizzo e le conseguenti strategie industriali.

Parliamoci chiaro: se fosse passato il recepimento della direttiva AFID così come proposto dal MISE, non avrebbe avuto alcun senso domani parlare ancora di mobilità elettrica (e riproporre rEevolution, per lo meno come “Expo dell’elettrico”, a causa del probabile crollo del per altro già non irresistibile interesse delle case automobilistiche, comprese quelle presenti nella prima edizione). Certo potevamo riproporre il raduno degli “aficionados”, magari sempre con il prezioso e generoso aiuto di Iper e COBAT, ma quella sarebbe stata un’altra cosa ed un’altra storia, sotto tutti gli aspetti e saremmo stati sempre&solo noi, con i nostri problemi di infrastrutture, interoperabilità, scelta, costi, assistenze.

Grazie alla determinazione della Presidenza del Consiglio, che ha fatto asse con il Ministro Del Rio (lui in persona, non i suoi uffici) e con la Ministra Lorenzin, siamo riusciti a segnalare il rischio ed ad ottenere una radicale modifica dell’articolato.

Certo come Class ONLUS non ce l’avremmo mai fatta senza che la risposta immediata da parte di ENEL, A2A ed HERA, che hanno mobilitato anche le loro organizzazioni imprenditoriali di riferimento. Ma essere riusciti, con pochissimo tempo a disposizione e col MISE schierato in forze a partire dal Ministro, ad ottenere tanto grazie alla nostra sollecitazione, consentitemelo, mi riempie di orgoglio, in quanto abbiamo dimostrato che esiste una squadra coesa, che utilizza un linguaggio comune e che rivendica concordemente la difesa di interessi legittimi e trasparenti.

Tutto risolto? Strada in discesa? No, abbiamo solo scongiurato un pericolo mortale, ma, continuando a non esserci un vero mercato del veicolo elettrico e restando l’interesse delle case automobilistiche per ora confinato nel campo delle esigenze d’immagine o, tutt’al più, in quello delle scommesse di lunghissimo periodo, la riuscita di qualunque iniziativa nel settore, compreso quindi rEvolution, richiede per ora un continuo invio di segnali positivi da parte del Governo, che si traducano in scelte concrete, fissando così le linee di una politica industriale che trascini e giustifichi, almeno nel medio/lungo periodo, le scelte e gli investimenti industriali e di espansione commerciale delle imprese del settore.

Camillo Piazza
Presidente Class Onlus